Cosa può fare un servizio informativo e cosa non può fare
Un servizio informativo può descrivere come funzionano le piattaforme di trading, confrontare le loro caratteristiche dichiarate, spiegare i termini tecnici del settore e fornire materiali educativi sul funzionamento dei mercati finanziari. Non può raccomandare operazioni specifiche, suggerire quando comprare o vendere determinati strumenti, gestire fondi per conto dell'utente o personalizzare un piano di investimento in funzione degli obiettivi e del profilo di rischio dell'utente. Queste ultime attività richiedono un'autorizzazione specifica rilasciata da CONSOB.
Perché la distinzione ha valore pratico
Se un servizio che si definisce informativo ti fornisce raccomandazioni su operazioni specifiche o ti propone di gestire i tuoi investimenti, sta svolgendo un'attività che richiede autorizzazione regolamentare. Questo non è solo un problema burocratico: significa che non sei protetto dalle tutele previste dalla normativa per gli utenti dei servizi di consulenza regolamentata, come le norme di condotta MiFID II, l'obbligo di profilazione del rischio e le garanzie sui fondi. La distinzione ha quindi conseguenze dirette sulla tua tutela come utente.
Come riconoscere se un servizio supera i limiti del ruolo informativo
I segnali da osservare sono concreti. Se il servizio ti fornisce indicazioni su quando entrare o uscire da una posizione, se ti propone un 'portafoglio personalizzato' o se ti offre un 'gestore' che opera per tuo conto, stai ricevendo qualcosa di diverso da un servizio informativo. In questi casi, la verifica più diretta è cercare il nome dell'operatore nel registro degli intermediari autorizzati su consob.it. Se non è presente come consulente finanziario autorizzato o come intermediario abilitato, l'attività che svolge non è lecita.